Twitter: nella notte tre importanti accordi commerciali

La crescita degli utenti su Twitter è in calo vertiginoso, lo dicono i numeri. Forse è per questo che ieri, quando in Italia era ormai quasi notte, l’azienda del passerotto azzurro ha annunciato una triplice partnership. Innanzitutto l’acquisto della francese Mesagraph e dell’inglese SecondSync, quest’ultima già partner di Facebook. Ma non solo. Twitter ha infatti rafforzato anche il suo rapporto con Kantar, l’azienda di analisi di mercato del gruppo WPP, il colosso della pubblicità, peraltro già socio di Second Sync.

Alla base delle scelte di Twitter il calo di presenze, dunque, e la consapevolezza che, per risalire la china, il sito di microblogging più famoso del mondo ha bisogno di investire su quel doppio filo che lo lega all’ecosistema della televisione. O meglio, della social TV. Soprattutto in Europa, che pur avendo dato i natali alle tre società in cui Twitter ha appena investito, fatica a veder decollare il fenomeno dei cinguettii in TV. In dote, oltre al proprio know-how, le tre aziende portano il proprio portafoglio di partner broadcaster.

È per questo, del resto, che già a febbraio 2013 Twitter aveva rilevato Bluefin Labs, la startup statunitense leader nel campo della misurazione della social TV. All’inizio del 2011, infatti, il numero degli utenti Twitter saliva al ritmo del 150% rispetto all’anno precedente, mentre a fine 2013 il tasso registrato era appena del 38%.

Quante persone hanno interagito con il programma televisivo? Quali i momenti più stimolanti per gli spettatori? Cosa si sono detti gli utenti? Cosa vorrebbero vedere in futuro? Queste solo alcune delle domande rispetto alle quali Bluefin Labs prometteva di offrire risposte, in tempo reale. Dati che si trasformano in un potente strumento per orientare le strategie televisive dei broadcaster con lo scopo, da un lato, di accontentare gli spettatori, dall’altro, di soddisfare gli inserzionisti pubblicitari.

Con un arsenale così a sua disposizione, è doveroso aspettarsi grandi cose da Twitter di qui in avanti, che potrebbero trovare espressione in progetti davvero interessanti anche in seno all’ecosistema televisivo italiano. Nell’attesa, si spera in maggiori dettagli, soprattutto economici, sugli accordi di vendita.
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